Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta

Referendum: grazie ma NO grazie!

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Perché il nostro NO al referendum è importante.

Il referendum del 22 e 23 marzo non è un voto qualunque. È un passaggio cruciale per il futuro della nostra democrazia, perché tocca l’equilibrio tra i poteri dello Stato e l’indipendenza della magistratura. 
Come Legambiente, sentiamo il dovere di prendere posizione e di contribuire a un dibattito informato, chiaro e trasparente. 
Abbiamo ritenuto naturale promuovere e contribuire a istituire il Comitato referendario Società Civile per il no. 

Per questo il nostro NO non è solo un atto politico: è un atto civico, ambientale e democratico. 

Indebolire il CSM significa indebolire i cittadini, non riformare la giustizia. 

La riforma oggetto di referendum prevede la creazione di due Consigli della magistratura distinti, nuove modalità di nomina con ampio ricorso al sorteggio e una separazione delle carriere che, invece di rafforzare l’autonomia degli organi giudiziari, rischia di renderli più vulnerabili all’influenza politica. 
Come ha ribadito Legambiente, l’obiettivo reale della riforma è quello di indebolire il controllo di legalità sulle scelte di chi esercita il potere, andando a colpire l’impianto di indipendenza della magistratura stabilito dalla Costituzione.  

Una magistratura più fragile, proposta da un governo che rivendica la necessità che “tutti remino dalla stessa parte”, è una magistratura meno libera di indagare – anche quando a essere indagati sono poteri forti, pubblici o privati. 

“In nome del popolo inquinato”: l’intreccio tra giustizia e ambiente.

Nel suo intervento «Referendum, il tuo NO è importante», Legambiente parla chiaramente: 
votare NO significa difendere l’indipendenza della magistratura anche per tutelare chi paga già un prezzo altissimo all’illegalità ambientale. 
L’associazione ricorda infatti che la battaglia per l’ambiente non può esistere senza una magistratura forte, autonoma, capace di indagare reati ambientali ecomafiosi, traffico illecito di rifiuti e inquinamenti che devastano territori e comunità. 
È un NO “in nome del popolo inquinato”, come recita la campagna storica dell’Associazione. 

Un Paese informato, non distratto: il valore degli incontri pubblici. 

Nei giorni che precedono il voto, in tutta Italia si moltiplicano incontri e approfondimenti promossi da reti civiche, giuristi, associazioni e articolazioni territoriali di Legambiente. 
Tra questi, gli eventi «Le ragioni del No nel nostro incontro» richiamano con forza l’importanza della partecipazione consapevole: tutelare la Costituzione significa comprendere il contenuto della riforma e le sue conseguenze sull’assetto democratico del Paese. 

Gli incontri pubblici – come quelli ricordati sui portali territoriali – nascono proprio per offrire uno spazio inclusivo e aperto, nel quale cittadine e cittadini possano ascoltare magistrati, avvocati, docenti universitari e rappresentanti della società civile che spiegano nel merito perché questa riforma non migliora la giustizia, ma ne limita l’efficacia e l’autonomia.  

Perché il NO difende anche chi non ha voce. 

Chi vive in territori vulnerabili, segnati da inquinamento, disastri ambientali, abusi edilizi e infiltrazioni criminali, sa che la giustizia è spesso l’ultima speranza di tutela. 
Una riforma che riduce l’indipendenza dei magistrati non colpisce solo un equilibrio costituzionale, ma proprio quelle comunità. 
Le indebolisce, le espone, le lascia più sole. 

Per questo Legambiente ricorda che il referendum non riguarda soltanto gli addetti ai lavori: riguarda tutti quei cittadini che hanno bisogno di una magistratura libera per difendere ambiente, salute, legalità e diritti collettivi. 

NO per una giustizia davvero giusta. 

La riforma non affronta nessuno dei veri problemi della giustizia: i tempi lunghi dei processi, la carenza di personale, gli scarsi investimenti tecnologici. 
Non rende il sistema più efficiente: lo rende solo più docile. 

Come ha ribadito Legambiente in più comunicazioni ufficiali: 

  • questa riforma non tutela maggiormente cittadini e cittadine, 
  • non riduce i tempi dei procedimenti, 
  • non risolve criticità strutturali, 
  • comprime spazi democratici e rischia di politicizzare l’azione penale

 

Un voto che parla al futuro della nostra Repubblica. 

Votare NO significa difendere la struttura repubblicana delineata dalla Costituzione e la distinzione tra i poteri dello Stato. 
Significa impedire che, modifiche dopo modifiche, il Paese scivoli verso un modello in cui il potere politico può condizionare chi indaga su di esso. 
Significa scegliere una magistratura libera, una democrazia equilibrata, un ambiente più protetto. 

È un NO che nasce dal rispetto verso la storia del nostro Paese, verso le comunità che difendiamo, verso chi crede che la giustizia sia un bene comune. 

Ed è un NO che, come Legambiente, diciamo forte e chiaro. 

Qui il prossimo evento che potete seguire in streaming.

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