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Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta

Raccolta differenziata a Torino: al mercato di Porta Palazzo i rifiuti si raccolgono tutti insieme 

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Raccolta differenziata a Torino: al mercato di Porta Palazzo si raccoglie tutto insieme, nel resto della città le ecoisole sono un fallimento.

La Stampa lancia oggi l’allarme sul mercato di porta Palazzo: “Si raccoglie tutto insieme”. Legambiente: “Il mercato di Porta Palazzo rappresenta senza dubbio un problema che va sanato con raccolte puntuali, ma è una parte di una questione più ampia. Il sistema ad ecoisole applicato in città, come preventivato, sta mostrando tutti i problemi ampiamente previsti: non è sottoponibile a controlli puntuali, non garantisce il decoro urbano e, soprattutto, non garantisce la qualità della raccolta, mettendo fortemente a rischio il raggiungimento degli obiettivi di riciclo netto e aumentando i costi di gestione rendendo indispensabile un costoso processo di selezione a valle della raccolta”.

L’apertura odierna dell’edizione torinese de La Stampa è dedicata alla mancata raccolta differenziata al mercato di Porta Palazzo. Si raccoglie separatamente solo la frazione organica, lasciando il resto (plastiche, vetro, carta/cartone e legno) in un unico flusso di raccolta.

“È giunto il momento di cambiare marcia – dichiara Alice De Marco, Presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – Anche nelle aree mercatali è necessario che tutte le frazioni di rifiuti vengano separate dagli utenti, rendendo più semplice e pulita l’attività di raccolta. Certo, saranno necessari controlli puntuali, che prevedano sanzioni a chi non si adegua e premialità per chi invece segue le norme, eventualmente vincolando la concessione delle licenze al rispetto di nuove e più stringenti norme sulla gestione degli scarti mercatali. Che l’area mercatale si trasformi per ore in una discarica a cielo aperto, a discapito dell’igiene e della vivibilità della zona non è più accettabile”.

La questione Porta Palazzo si innesta però in una questione più generale, riguardante le modalità di raccolta in tutto il territorio cittadino.

Il modello delle ecoisole informatizzate sta mostrando tutti i suoi limiti in termini di qualità della raccolta, di decoro urbano e di raggiungimento degli obiettivi europei di riciclo netto, pur crescendo le percentuali di raccolta differenziata.

“Come dimostrato dalle analisi merceologiche fatte da IPLA per conto di Amiat sugli anni 2021-2022 – dichiara Sergio Capelli, Direttore di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – la presenza di frazione estranea all’interno dei flussi di raccolta differenziata è sensibilmente più alta nelle aree servite con ecoisole rispetto a quelle servite con il porta a porta, con una forte diminuzione del materiale effettivamente riciclabile. Per poter vendere a prezzi congrui secondo l’accordo ANCI-CONAI i materiali “differenziati” si rende dunque imprescindibile una selezione a valle della raccolta, con ulteriore perdita di materiale e costi aggiuntivi che si scaricano sulla TARI. Quello delle ecoisole, inoltre, è un sistema che non si presta a controlli puntuali, come denunciato a suo tempo dalla Città Metropolitana di Torino, rendendo di fatto impunibili eventuali trasgressori. Le ecoisole, in aggiunta, sono spesso oggetto di abbandoni che vanno a deperimento del decoro urbano. Infine un dato di fatto: la quasi totalità delle ecoisole (che dovrebbero aprirsi solo a seguito dell’identificazione dell’utente che sta conferendo) sono sempre aperte. In alcuni casi addirittura (ad esempio della zona di Piazza Rebaudengo) sono state posizionate ecoisole prive della parte elettronica dedicata al riconoscimento utente: siamo tornati di fatto alla raccolta stradale anni ’80, utilizzando però attrezzature decisamente più costose di cui non si sfrutta l’eventuale potenzialità. L’articolo 2 del contratto di servizio fra Comune di Torino e Amiat parla di ‘gestione del Servizio affidato in condizioni di efficienza, efficacia ed economicità’. Ci farebbe piacere avere i dati che confermino il rispetto di tali condizioni”.

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