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Trasporti in Piemonte: in sei anni aumento del 20% su abbonamenti di treni e bus

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Trasporti in Piemonte: +20% in sei anni e l’utenza si sposta verso il trasporto privato.
La “stangata” conferma quanto denunciato in regione: serve subito attivarsi per salvare “Il trasporto che ci salva”.

I dati pubblicati oggi dalla stampa parlano di un aumento del 20% in sei anni per gli abbonamenti di treni e bus in Piemonte.

Quella che viene definita una “stangata” è la conferma di un allarme che avevamo già lanciato con forza durante la grande manifestazione dello scorso ottobre quando, come promotori dell’iniziativa, abbiamo consegnato alla Regione il documento “Il trasporto che ci salva”.

Mentre i costi del trasporto pubblico aumentano il servizio peggiora e molte lavoratrici e lavoratori pendolari abbandonano il trasporto pubblico locale per tornare al trasporto privato.

Le risposte delle istituzioni restano insufficienti: non bastano misure isolate ma serve una riforma strutturale che metta al centro il diritto alla mobilità.

Le criticità che abbiamo raccolto nella nostra vertenza parlano direttamente ai territori. Chiederemo ai Comuni del Piemonte di non restare spettatori di questi rincari. I problemi sollevati dai cittadini, dalla mancanza capillarità ai continui disservizi che rendono il tpl inaffidabile, colpiscono la vita quotidiana delle comunità locali. Auspichiamo che le amministrazioni comunali si facciano parte attiva nel sostenere la nostra vertenza, pretendendo, a tutela dei loro cittadini, investimenti che garantiscano il diritto alla mobilità anche nelle zone più periferiche.

Con il documento il trasporto che ci salva, ad ottobre abbiamo chiesto alla Regione Piemonte un impegno politico e finanziario, punto di partenza per l’avvio di una discussione che sia rivolta alla costruzione di un Trasporto Pubblico Locale che guardi al reale bisogno di trasporto della cittadinanza.

Anche gli ultimi rincari dimostrano l’urgenza di avviare un confronto su questi temi e la necessità di un intervento immediato, che vada in questa direzione.

La Regione smetta di considerare il trasporto una voce di spesa e chieda maggiori investimenti al Governo nazionale: a pagare non possono più essere cittadine e cittadini.

 

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