
Agricoltura ed energia. “L’Agrivoltaico ci permetterà di lottare contro la crisi climatica, accelerando il processo di decarbonizzazione e garantendo la produzione agricola”.
Il Forum Agroecologia di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta è stato tavolo di confronto sulle tecnologie che possano tutelare la produzione agricola e contestualmente mettere in campo soluzioni concrete contro la crisi climatica che oggi rappresenta il principale rischio per le nostre colture.
Legambiente: “Non si può continuare ad agire ‘come si è sempre fatto’. Le condizioni sono variate, il riscaldamento globale ha cambiato e cambierà ulteriormente in peggio la situazione. È necessario avere il coraggio e la volontà di cambiare punto di vista e trovare nuove soluzioni. L’agrivoltaico, unito a nuove pratiche agroecologiche, rappresenta ad oggi una soluzione credibile e concreta, in grado di garantire le colture e contribuire significativamente alla lotta alla crisi climatica ed ecologica“.
Si è tenuta oggi, giovedì 29 ottobre 2026, presso la sede del Centro Studi Sereno Regis la terza edizione di Forum Agroecologiadi Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta.
Focus della giornata è stata l’innovazione in campo agricolo, con particolare attenzione alla tecnologia dell’agrivoltaico, il sistema che combina sullo stesso terreno agricolo la produzione di energia elettrica da pannelli fotovoltaici e la coltivazione agricola o l’allevamento, consentendo il doppio utilizzo del suolo.
Aldo dal Pra, ricercatore del CNR e coautore del Dossier Agrivoltaico di Legambiente, e Roberto Rolando, Vicepresidente con delega all’agrivoltaico di Italia Solare, hanno aperto la mattinata spiegando tecnicamente la struttura e la funzione degli impianti agrovoltaici, mettendo in luce i vantaggi della tecnologia: produrre energia rinnovabile senza sottrarre completamente terreno all’agricoltura; migliorare la redditività delle aziende agricole; ridurre l’evaporazione dell’acqua e proteggere alcune colture dagli eventi climatici estremi (siccità, grandine, eccessiva insolazione); contribuire alla decarbonizzazione del sistema energetico.
La seconda sessione della mattinata si è concentrata sulle buone pratiche in regione. Ilaria Belmonte, Project Manager Business Development Renewables di Altea Green Power, ha illustrato alcuni progetti in corso e alcuni impianti particolarmente interessanti sul territorio nazionale. Roberto Roasio, Business Development & Strategic Projects di Ecomotive Solutions, ha raccontato la propria esperienza con un impianto agrivoltaico nell’alessandrino e di come lo stesso impianto nell’estate passata abbia protetto le colture da eventi atmosferici estremi. Infine Massimiliano Caligara, Presidente di Borgo Verde cooperativa agricola e impresa sociale, ha spiegato come la scelta di andare verso un impianto agrivoltaico rappresenti per una cooperativa agricola e azienda sociale un plus sotto ogni punto di vista, garantendo risparmi sulla voce energetica che oggi più di tutte pesa sulle economie aziendali e una massimizzazione delle coltivazioni in campo.
La mattinata si conclude con la tavola rotonda dedicata al tema della coesistenza della produzione agronomica con quella energetica, durante la quale si sono confrontati e hanno portato avanti ragionamenti comuni la Presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Alice De Marco, il Vice Presidente di Coldiretti Piemonte, Bruno Mecca Cici, e il Presidente di Fondazione Agrion, Giacomo Ballari.
Ballari ha sottolineato come l’agrivoltaico sia una delle soluzioni al problema della crisi energetica, di quella ambientale e come possa dare risposta ad alcune delle criticità per il mondo agricolo che oggi gravano sullo stesso, ma che ad oggi mancano applicazioni in campo che possano dare la certezza dei risultati conseguiti: “Sono molte le ricerche accademiche che ci raccontano i vantaggi dell’agrivoltaico, ma troppo spesso sono basate su sperimentazioni legate a specifiche colture, senza poter dare garanzie assolute. E’ necessario che queste ricerche vedano una applicazione in campo, così da dare una spinta decisiva al settore agricolo”. Mecca Cici, agganciandosi ai temi sollevati in precedenza sottolinea come le aziende agricole sono pronte ad investire, per quanto nelle loro possibilità, ma hanno bisogno di certezze: “Abbiamo iniziato dal fondo, come spesso si fa in questo Paese: le nostre imprese hanno bisogno di garanzie sul ritorno economico degli investimenti, sulla possibilità di mantenere le colture esistenti, di migliorarne davvero resa e qualità e di poter avere vantaggi reali nella lotta agli effetti sulle colture degli effetti climatici. In tal caso saranno in prima fila per investire su questa tecnologia, come d’altra parte hanno già fatto sui pannelli fotovoltaici sui tetti e soprattutto su biogas”. La Presidente De Marco ha concluso raccogliendo la disponibilità al confronto costante e rilanciando sull’elaborazione di proposte comuni.
“Difendere l’agricoltura non significa dire no all’agrivoltaico – dichiara Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – Significa dare risposte alla crisi climatica che sta colpendo raccolti, redditi e comunità rurali. Continuare a contrapporre energie rinnovabili e agricoltura è un errore che non possiamo più permetterci. Continuare a stigmatizzare l’uso di suolo per la produzione di energie rinnovabili, confondendolo di proposito con il consumo, è una grave contraddizione.
Oggi la vera scelta è tra innovazione e declino: tra un’agricoltura protagonista della transizione ecologica e un’agricoltura lasciata sola ad affrontare un clima che cambia.

