
In un contesto territoriale già fragile e continuamente sottoposto a forti pressioni a causa dei cambiamenti climatici come quello del territorio della Collina Morenica Rivoli-Avigliana, abbiamo sentito parlare di “Opere indispensabili per lo sviluppo territoriale”, “di alta velocità e alta capacità operativa”. Opere che avranno, necessariamente e indiscutibilmente, un impatto sui nostri territori: impatti ambientali, impatti sulla Salute pubblica, impatti sulla viabilità, impatti sulle Finanze pubbliche, alcuni al momento completamente prevedibili.
Come Associazione ambientalista, Legambiente, ha sempre lottato per ottenere una buona gestione del Territorio da parte dei propri decisori politici.
Da sempre chiediamo che prima di tutto venga completata, prolungata e sviluppata un’Opera in particolare: la Linea 1 della Metropolitana di Torino, un’opera necessaria e fondamentale per il vero sviluppo territoriale ed economico del territorio.
Il completamento della tratta della metropolitana, insieme alla cura proattiva dei luoghi in cui vivono i cittadini rappresentano gli interessi che tutti i decisori pubblici dovrebbero promuovere e difendere nell’interesse dei cittadini.
Abbiamo bisogno di una politica che tuteli e valorizzi la partecipazione dei cittadini e promuova uno sviluppo armonico con il nostro patrimonio culturale e naturale.
Il Progetto TAV, in particolare, il collegamento Avigliana-Orbassano e relativo passaggio in galleria sotto la Collina Morenica non rappresenta, certamente, una buona gestione delle risorse pubbliche, interviene pesantemente sugli spazi naturali che, invece, dovremmo impegnarci a tutelare.
Il cantiere previsto impatterà per decenni in modo sostanziale la vita dei cittadini, le risorse naturali, la salute pubblica e il tessuto economico. Preservare il patrimonio agricolo e naturale di quest’area significa pensare allo sviluppo, al bem viver della comunità e alla tutela delle eccellenze agroalimentari della zona, al turismo sostenibile e alla qualità delle risorse naturali.
Occorre guardare al futuro con rinnovato impegno, con coraggio, non possiamo accettare la “dittatura del profitto e del millantato progresso”. Per altro, viene da chiedersi a quale progresso si faccia riferimento.
Le comunità locali dovrebbero essere messe in condizione di decidere del proprio futuro: questa è la vera autonomia locale come sancito dall’Art. 3 c2 del Testo Unico sugli Enti Locali (D. Lgs. 267/2000): “Il Comune è l’ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo.”
Fatte tutte queste doverose premesse sull’opera, come Legambiente riteniamo che i membri della Commissione Tecnica incaricati dal Comune di Rivoli siano stimati professionisti che, con la loro esperienza pluridecennale, potranno esprimere pareri tecnici fondati su criterio scientifico e oggettività imparziale in ordine a tutte le possibili implicazioni ambientali, sanitarie, tecnico-urbanistiche e sociali che il nuovo progetto presentato da RFI per la bretella Orbassano-Rivalta- Rivoli-Avigliana possa comportare sulla popolazione locale.
Qui non si tratta di ragionare su SITAV o NOTAV, ma su come evitare danni incalcolabili su un territorio fragile, come quello della collina morenica Rivoli-Avigliana, e sui suoi abitanti. Anni di cantiere in aree agricole, viabilità locale devastata, nonché la vicinanza dei cantieri a due grandi ospedali rappresentano, indiscutibilmente, un nodo da trattare con metodo scientifico e, soprattutto, coinvolgendo tutte le comunità locali interessate che, ad oggi, non sono state interpellate.
Legambiente Rivoli e Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, ricalcando l’approccio scientifico che da sempre contraddistingue l’agire dell’Associazione, sosterranno convintamente tutti gli sforzi necessari a dare voce ad una corretta analisi costi-benefici che, a nostro giudizio, vedono come opzione migliore la necessità di ritornare a considerare il potenziamento della linea storica nella tratta Avigliana-Orbassano anziché devastare un ambiente naturale già fragile. Soluzione questa che inoltre costerebbe enormemente di meno, non impattando in maniera così pesante sul territorio e dove ( lo ricordiamo ) già oggi passano i treni ad alta velocità.
Per Legambiente Rivoli Per Legambiente Piemonte e Valle ‘Aosta
Il Presidente Stefano Panetta La Presidente Alice De Marco

