Strade storiche di montagna: “Stop al traffico motorizzato, si favorisca l’escursionismo ‘lento’”

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La Legge regionale 9/2021 “Interventi per la valorizzazione delle strade storiche di montagna di interesse turistico, ambientale e paesaggistico” manca di riferimenti alla tutela degli ambienti attraversati dai percorsi.

Approvata sul finire dello scorso mese di maggio, la legge regionale 9/2021 “Interventi per la valorizzazione delle strade storiche di montagna di interesse turistico, ambientale e paesaggistico” ha delle mancanze che lasciano spazio ad interpretazioni che possono essere distorte.

Il titolo, adeguatamente modificato rispetto alla bozza iniziale, promette bene; di fatto però nel testo, sin dall’art 1, si rimarca continuamente solo l’obiettivo dello sviluppo turistico. Mancano riferimenti e volontà precisi rispetto alla necessità di tutela degli ambienti attraversati, ed il fatto di demandare agli Enti Locali la gestione degli itinerari, rischia di favorire un incremento del traffico motorizzato, anche nell’ottica di “fare cassa”.

“Il traffico motorizzato – sostiene Giorgio Prino, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – andrebbe invece scoraggiato a beneficio dell’escursionismo “lento”: a piedi, in bicicletta e in e-bike, modalità da qualche tempo in forte incremento. Proprio L’e-bike permette oggi una fruizione molto più ampia rispetto alle bici tradizionali e dunque può essere una ottima alternativa ai mezzi motorizzati. Non andrebbe scartata neppure la possibilità di offrire servizi di trasporto collettivi tipo navette, se possibile a trazione elettrica, con ciò limitando molto l’inquinamento atmosferico e acustico, fonte di disturbo non solo per l’escursionismo “lento” ma anche per i delicati habitat montani”.

In altri Paesi alpini, sottolinea Legambiente, il transito di veicoli a motore su strade di montagna è fortemente regolamentato, spesso interdetto per soli scopi turistici.

“È auspicabile che la Regione emani decreti attuativi premianti per gli enti locali che vorranno tutelare al meglio i percorsi e gli ambienti montani – continua Giorgio Prino –  come già hanno dichiarato di voler fare ad esempio i Comuni dell’alta Valle Maira, cui va il nostro plauso, consci che un turismo di qualità e salvaguardia sia pagante e sempre più richiesto, soprattutto se indirizzato alla scoperta vera dei territori e dei relativi contesti ambientali, paesaggistici, storici e culturali.

Molta attenzione andrà dedicata all’individuazione di zone particolarmente sensibili e perciò maggiormente da tutelare, escludendo del tutto in tali casi il transito motorizzato, secondo noi possibile, in modo regolamentato, solo su strade asfaltate.

Infine in merito alle opere di manutenzione citate nella legge si dovrà operare con sistemi di ingegneria naturalistica e conservativa delle originarie tipologie realizzative, evitando interventi pesanti mirati esclusivamente a favorire il traffico motorizzato”.

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