Ecco i Campioni dell’economia circolare del Piemonte

Ecco i Campioni dell’economia circolare del Piemonte

A bordo del Treno Verde ad Asti le realtà premiate da Legambiente che accompagneranno il viaggio del convoglio ambientalista fino a Bruxelles. Legambiente: “L’economia circolare è ormai un orizzonte solido e reale per dire addio all’emergenza rifiuti, creare ricchezza e nuovi posti di lavoro. Esperienze in questo settore in Piemonte sono realtà ormai consolidate”

Innovazione industriale, aziende, imprese sociali: tutte impegnate nella gestione sostenibile dei rifiuti, del riuso, e del riciclaggio. Anche in Piemonte crescono le esperienze di green economy: realtà che hanno già investito e scommesso su un nuovo modello produttivo, chiudendo il cerchio e contribuendo a fare dell’Italia la culla della nascente economia circolare.

I rappresentanti delle realtà piemontesi che già hanno investito in questo nuovo modello economico, e per questo ribattezzati da Legambiente i Campioni dell’Economia circolare, hanno raccontato la loro esperienza questa mattina a bordo del Treno Verde, il convoglio dell’associazione ambientalista e Ferrovie dello Stato Italiane, realizzato con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, che fino chiude oggi la sua tappa ad Asti.

Destinazione finale del messaggio portato dai Campioni è Bruxelles, dove è in corso la discussione per l’approvazione del pacchetto europeo sull’economia circolare. Legambiente e i Campioni incontreranno il 24 aprile il vicepresidente della Commissione UE, Jyrki Katainen e l’eurodeputata Simona Bonafè, relatrice del Pacchetto, per chiedere una strategia moderna e sostenibile per uscire dalla crisi puntando su innovazione e coinvolgimento sinergico tra cittadini, istituzioni e economia.

“Il raggiungimento degli obiettivi previsti dal rapporto sull’Economia circolare approvato nei giorni scorsi dall’Europarlamento consentirebbe di creare 580 mila posti di lavoro, con un risparmio annuo di 72 miliardi di euro per le imprese europee e solo nel nostro paese si potrebbero creare almeno 190 mila nuovi posti di lavoro – dichiara Mariateresa Imparato, portavoce del Treno Verde -. La discussione in atto a Bruxelles è un ulteriore e importante passo verso un’ambiziosa riforma della politica europea dei rifiuti. Anche il nostro governo, però, deve fare la sua parte. L’Italia, in sede di Consiglio, deve sostenere una riforma della politica comune dei rifiuti che faccia da volano per l’economia circolare europea”.

Ma se in Europa è centrale il dibattito sull’economia circolare, in Piemonte, l’economia lineare la fa ancora da padrona visto che la raccolta differenziata in regione è ferma a una media del 55% e come dimostrano il rapporto Comuni Ricicloni di Legambiente che conta solo 8 comuni piemontesi “targati” Rifiuti Free, cioè quelli dove cittadini hanno conferito nel contenitore del secco meno di 75 Kg all’anno di rifiuto non riciclabile. Fortunatamente, non mancano le esperienze virtuose.

“Oggi salgono a bordo del Treno Verde quelle che secondo noi sono le migliori esperienze di economia circolare del Piemonte, che affrontano finalmente il ciclo dei rifiuti non come problema, ma come opportunità ambientale, economica e sociale – sottolinea Fabrizio Bo, amministratore di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta -. La Regione finalmente ha iniziato ad occuparsi con più serietà della materia, anche se ha recentemente approvato il nuovo Piano per la gestione dei rifiuti con obiettivi al 2020 davvero miseri e molto lontani dalle esperienze virtuose che si stanno promuovendo in tutta Italia. Le azioni da mettere in campo per raggiungere risultati importanti e un cambiamento culturale ben radicato devono tenere in considerazione sia l’aspetto della gestione, sia quello del coinvolgimento e della responsabilità dei cittadini”.

L’economia circolare è il tema centrale della mostra itinerante visitabile a bordo del Treno Verde, dando spazio ai tanti campioni del settore che recuperano o utilizzano materie prime seconde che fino a ieri finivano in discarica. C’è ad esempio chi promuovere la riduzione dei rifiuti, la lavorazione, riciclaggio e valorizzazione delle biomasse e delle frazioni organiche compostabili come CIC, il Consorzio Italiano Compostatori, con una costante ricerca di soluzioni improntate verso la minimizzazione dell’impatto ambientale degli impianti e un elevato standard qualitativo dei prodotti ottenuti.

Ricordando che differenziare differenziare i rifiuti si tramuta anche in vantaggi economici per i Comuni come dimostrano i dati del Conai. In provincia di Asti ad esempio, nel 2015, sono state raccolte 22.806 tonnellate di rifiuti di imballaggio (in acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro) che hanno permesso ai comuni della provincia di beneficiare, nello stesso anno, di 3,3 milioni di euro di corrispettivi per i maggiori oneri derivanti dalla raccolta differenziata.

I CAMPIONI DELL’ECONOMIA CIRCOLARE DEL PIEMONTE

Cinque le realtà piemontesi selezionate da Legambiente e premiate oggi con una medaglia realizzata con The Breath, un innovativo tessuto in grado di adsorbire e disgregare le molecole inquinanti. Storie che è possibile approfondire sul portale www.trenoverde.it che racconta attraverso una mappa interattiva il viaggio del convoglio ambientalista lungo la penisola.

Acea Pinerolese è un’azienda che propone un nuovo modello di sviluppo, dove i rifiuti sono trattati come risorse, e un nuovo modello d’impresa, in grado di migliorarsi e di offrire soluzioni innovative, radicato sul territorio, che ha fatto della sostenibilità e della responsabilità ambientale e sociale la propria mission. Di particolare rilevanza il ciclo dei rifiuti organici che con un processo circolare vengono trasformati in compost di alta qualità e biometano.

MPoli, invece, è una società che si occupa di raccogliere e di trattare gli oli alimentari esausti prodotti dalle utenze domestiche e da quelle commerciali, sul territorio nazionale. In particolare, con il progetto “Recuperiamoli”, si pone come obiettivo quello di informare ed educare i produttori di oli vegetali esausti sul problema generato dal non corretto smaltimento di questi ultimi nell’ambiente.

Altro Campione premiato questa mattina è Gaia, un’azienda astigiana che opera nel campo dello smaltimento dei rifiuti urbani: dal 2003 ha costruito e gestisce tutti gli impianti per il trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti urbani dell’astigiano. La sua attività permette alla provincia di Asti di essere autonoma nella gestione dei rifiuti, con il massimo recupero dei materiali.

Triciclo è un’impresa sociale che lavora per il recupero ed il riutilizzo dei prodotti usati. Esempio pressoché unico di gestione integrata, Triciclo incide e lavora su entrambe le filiere, quella del recupero e riuso dei materiali e quella dello smistamento e trattamento dei rifiuti.

Cascina Pulita è la più grande azienda italiana specializzata nei servizi ambientali per il settore agricolo, e offre un servizio completo di stoccaggio, raccolta, e smaltimento dei rifiuti prodotti dalle imprese agricole e dagli allevamenti. Il sistema Cascina Pulita è un modello di raccolta, unico in Italia, costruito specificatamente sulle peculiarità del settore.

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