Gestione rifiuti Torino: considerazioni sulla proposta presentata da IREN

Gestione rifiuti Torino: considerazioni sulla proposta presentata da IREN

Le Associazioni Ambientaliste: Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Legambiente Metropolitano, Legambiente Aquilone, Legambiente Molecola, Pro Natura Torino, Carp, Italia Nostra e RifiutiZeroPiemonte condividono alcune considerazioni sul “Piano di gestione dei rifiuti per Torino” annunciato da un articolo comparso su “La Stampa” del 24 dicembre 2015 con una intervista al presidente IREN:

1 Vedono inevitabilmente un conflitto di interessi: IREN è proprietaria sia di AMIAT che di TRM, le Aziende che gestiscono: una la raccolta rifiuti e l’altra lo smaltimento nell’inceneritore del Gerbido.

E’ evidente che la remuneratività della gestione dei rifiuti è proporzionale alla quantità di essi. A Torino la Raccolta Differenziata non decolla: occorre nutrire l’inceneritore. Il Sindaci di Torino sono stati fautori della costruzione dell’inceneritore e hanno sottoscritto un contratto di servizio che garantisce utili dallo smaltimento in ogni caso sino al 2034.

Tutt’ora è in vigore la legge regionale 24/02 che vieta alla stessa Azienda di operare contemporaneamente su raccolta e smaltimento.

2 Evidenziano che la lettura del diritto europeo che emerge dall’articolo de “La Stampa” è fuorviante perché è vero che la direttiva 2008/98/CE in materia di rifiuti non detta percentuali di differenziata da raggiungere entro un certo termine, ma chiede un aumento percentuale di effettivamente recuperato e di effettivamente riciclato in termini di peso entro il 2020 (art. 11 par. 2 lett. a) e b)), inoltre l’art. 11 par. 1 vincola gli Stati membri ad istituire entro quest’anno la raccolta differenziata almeno per carta, metalli, plastica e vetro, che il progetto IREN – con la sola eccezione del vetro, raccoglierà in un unico contenitore stradale e saranno differenziate a valle della raccolta in un impianto da costruire entro il 2020 a Borgaro.

Oltre a tariffe sempre più salate per la raccolta rifiuti, i cittadini torinesi rischiano di doversi accollare le sanzioni europee per causa delle scelte proposte da IREN pur di “smaltire” all’inceneritore TRM come da contratto di servizio. Mentre tutta Europa va verso una differenziazione più spinta, Iren imbocca la direzione contraria. Una scelta antistorica, antieconomica e antiecologica.

3 Ribadiscono che l’avvio/estensione della raccolta differenziata è un investimento, non una spesa a perdere. Riducendo i rifiuti da smaltire si abbattono i costi di smaltimento e aumentano i ricavi dalla vendita delle materie prime seconde (bilancio AMIAT 2012: + 5 milioni di euro). La raccolta differenziata al 42% (in regressione) è ferma da molti anni. Il Comune afferma di non disporre delle risorse economiche necessarie al rilancio perché “la raccolta differenziata costa”. L’Amministrazione comunale non può non rispettare il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata al 31-12-2012 previsto dalla legge nazionale 152/06.

4 Sottolineano la necessità di impianti di “ulteriore recupero di materia”, situati a valle di obiettivi significativi quali – 15% come riduzione e 70% come Raccolta differenziata, senza trasformazione in combustibile solido secondario del residuo, inseriti in un piano di gestione che esprima le massime potenzialità che la gerarchia europea impone:

  • Prevenzione/riduzione (obiettivo riduzione della produzione rifiuti pro capite)
  • Raccolta differenziata porta/porta con servizio esteso a tutta la città;
  • Campagne per il riuso degli oggetti e materiali ed estensione della rete degli Ecocentri in tutta la città con modelli di funzionalità analoghi a quello di via Arbe.

Inoltre impegno amministrativo e politico verso l’obbiettivo “Rifiuti zero” ed “Economia Circolare”

5 Chiedono di adottare e adattare il sistema tariffario e di gestione dei rifiuti utilizzato dai consorzi Contarina, Chierese Servizi (74,1% di raccolta differenziata) e Consorzio Basso Novarese (65%), che come riconosciuto dalla DGR 21 dicembre 2015 n. 72-2682, forniscono le migliori performances.

6 Osservano che la raccolta della carta a Torino ha raggiunto livelli di eccellenza, Cartesio intercetta circa l’80% del prodotto immesso sul mercato. Ri-buttare carta nell’indifferenziato significa distruggere un valore educativo ed ambientale oltre a distruggere una operatività positiva economica e culturale. Questo è un rischio non accettabile.

 

Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta

Legambiente Metropolitano

Legambiente Aquilone

Legambiente Molecola

Italia Nostra

Pro Natura Torino

RifiutiZeroPiemonte RZP

Carp

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