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Documento Congressuale
Documento programmatico 2009-2011
Documento programmatico 2009-2011 testo
05-12-09 Osservazioni al piano di gestione dei rifiuti urbani e dei fanghi di depurazione Regione Piemonte
31-05-09 Richiesta modifica legge regionale riduzione rifiuti
Proposta ciclo integrato gestione rifiuti
Lettera aperta su sperimentazione dei rifiuti alimentari trattati con dissipatori nel Comune di Chieri – Protocollo d'intesa tra Anima, Smat, Ato3 e Ato-R
Rapporto di Ricerca LCA del sistema integrato dei RSU nella Provincia di Torino
Considerazioni finali Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta
Considerazioni finali Provincia di Torino
24-11-08 Quadro complessivo ATO2
09-12-08 Lettera aperta al Sindaco Sergio Chiamparino, al Presidente Antonio Saitta e all’On. Stefano Esposito
28-03-08 Assemblea ATO di Cuneo
26-02-08 apertura tavolo rifiuti con Provincia
24-01-08 Articolo La Stampa "Napoli non è così lontana" Bertolino e Bonardo
23-01-08 Rifiuti
06-01-08 Analisi del ciclo integrato della Provincia di Torino per la fase di smaltimento finale di Michele Bertolino
27-07-07 oss._AIA_Buzzi documento condiviso con circoli Barge, Bra, Cuneo,Mondovì
07-07-07 Politiche sui rifiuti: punti di vista diversi tra Provincia e Legambiente
16-11-06 Un inceneritore a Borgofranco? di Nevio Perna
08-08-06 Osservazioni SIA impianto termovalorizzazione Gerbido Torino
03-06 Articolo F.Speranza "Rifiuti a Tortona"
04-09-06 Revisione Piano Regionale Rifiuti
03-05 Articolo Pignataro
Mobilitazione 2003
Comuni Ricicloni
Diossine e Furani
 
Rifiuti
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Responsabile di settore:
Michele Bertolino
mail: michelebertolino@yahoo.it

Convegno "RIFIUTI: QUALE CICLO INTEGRATO PER LA PROVINCIA DI TORINO?"
14 Marzo 2009 - Ore 14.00-18.00
Sala del Consiglio di Facoltà del Politecnico di Torino
Corso Duca degli Abruzzi 24 Torino

Programma convegno

Introduzione di Vanda Bonardo

Quale ciclo integrato per la provincia di Torino - Michele Bertolino

Intervento di Massimo Centemero

Gestione RUR - Enzo Favoino

Il riciclo inefficiente 2020 - Duccio Bianchi

Per ulteriori informazioni e conferma della partecipazione
Segreteria Organizzativa - Chiara Rossetti
chiara.rossetti@legambientepiemonte.it - 0112215851 fax 011210001

Una corretta gestione dei rifiuti passa necessariamente attraverso un rigoroso ordine gerarchico di interventi scandito secondo la sequenza:

1. riduzione dei rifiuti
2. raccolta differenziata
3. riciclaggio
4. smaltimento dei rifiuti residui

La riduzione dei rifiuti
Il problema della riduzione dei rifiuti porta a mettere in discussione tutto il sistema socio-economico. Infatti non si può genericamente parlare di riduzione ignorando che viviamo nel modello economico "produrre per consumare, consumare per produrre". E’ evidente che la tesi “rifiuti zero”, che è comunque affascinante, rischia di essere utopica se non viene accompagnata da continua spinta a modificare il modello dominante di produzione e consumo e, conseguentemente, di stile di vita per tutti noi. Basta pensare a come alcuni beni sono concepiti per rendersi conto di quanto sia difficile spostare le cose verso il concetto rifiuti zero. Consapevoli di tutto ciò, indichiamo alcune azioni che può comunque essere essenziale intraprendere, anche al fine di stimolare una presa di coscienza sulle problematiche di fondo.

La prevenzione della produzione dei rifiuti è la prima delle opzioni nella gerarchia della gestione integrata di rifiuti; ed altrettanto si può dire della riduzione della pericolosità dei rifiuti, che richiederebbe analisi approfondite sulle sostanze chimiche immesse nei cicli produttivi e nei prodotti e sulla loro pericolosità. Per prevenzione si intende:

• minor prelievo di risorse (ovvero minor input di materiali nei processi produttivi)
• sostituzione di risorse non rinnovabili con risorse rinnovabili
• sostituzione delle sostanze pericolose con sostanze non pericolose
• maggior utilizzo di materiali recuperati (ex materie prime seconde) nei processi
• prodotti monomateriale, o con basso numero di materiali diversi
• materiali ben identificati e facilmente gestibili a fine vita
• facilità di montaggio e disassemblaggio a fine vita
• utilizzo di tecnologie più pulite
• sensibilizzazione dei consumatori
• rafforzamento dell'uso dei marchi di qualità (ecolabel).

Sarebbe importante analizzare, nelle realtà in cui si sono raggiunti obiettivi di raccolta differenziata oltre il 70%, analizzare i rifiuti residui per predisporne la progressiva riduzione. Sarebbe inoltre fondamentale, imitando alcuni stati europei come la Germania, promulgare norme più restrittive delle attuali per limitare la presenza di imballaggi nei prodotti di consumo.

La raccolta differenziata
Nella scala delle priorità c'è la riduzione all'origine di quantità e pericolosità dei rifiuti, segue il recupero di materia, attraverso la raccolta differenziata sia da parte delle utenze domestiche, sia ada quelle commerciali e industriali.
La normativa nazionale ambientale (d.lgs. 152/06 e legge 296/2006) prevede il raggiungimento graduale del 65% di raccolta differenziata entro il 31 dicembre 2012, fissando i seguenti obiettivi intermedi:
• entro il 31 dicembre 2007 il 40%;
• entro il 31 dicembre 2008 il 45%;
• entro il 31 dicembre 2009 il 50%;
• entro il 31 dicembre 2010 il 55%;
• entro il 31 dicembre 2011 il 60%.
In Piemonte nel 2005 è stato superato il 35%, ma le varie province si presentano in modo diverso, come evidenziato in figura (fonte: Regione Piemonte).

Gli obiettivi di raccolta differenziata dovranno essere raggiunti in ciascun Ambito Territoriale Ottimale (ATO), cioè, secondo l’assetto attuale, in ciascuna provincia. In futuro, a seconda di come saranno aggregate le province negli ATO, saranno necessari maggiori o minori adeguamenti, al semplice scopo di ottemperare alle leggi. Tuttavia i numerosi esempi di comuni piemontesi che nel 2005 hanno superato il 70% di raccolta differenziata e che si sono distinti per la “buona gestione” fanno sperare che gli obiettivi previsti dalla legge possano essere raggiunti e superati. La modalità di raccolta che si è affermata come la più adatta ad elevare rapidamente e stabilmente la percentuale di raccolta differenziata è quella “porta a porta”, anche se ci sono esempi di riorganizzazione del servizio con cassonetti stradali supportata da una consistente opera di sensibilizzazione dei cittadini, che hanno dato risultati soddisfacenti. La presenza di ecocentri o isole ecologiche a cui i cittadini possano conferire direttamente materiali differenziati si rivela in ogni caso come punto chiave per conseguire gli obiettivi.

Il riciclaggio
L’attuale sistema CONAI con tutte le sue filiere si è rivelato finora efficiente per la fase di ritiro dei materiali. Sulla fase di riciclaggio vero e proprio si riscontra eterogeneità relativamente alle tipologie; ad esempio la carta viene sicuramente recuperata come materia presso le cartiere, mentre la plastica viene in parte inviata a recupero energetico in inceneritori. Quest’ultimo fatto crea non poche perplessità.

Altro dubbio riguarda la possibiltà di continuare a garantire i contributi da parte di CONAI nel momento in cui fosse effettivamente raggiunta in modo diffuso un’alta percentuale di raccolta differenziata.

Per quel che concerne le frazioni umida e verde dei rifiuti urbani, in Piemonte si rilevano sia insufficienza del numero di piattaforme di compostaggio sia difficoltà a produrre compost di qualità elevata. Inoltre la collocazione del prodotto finale si inserisce in una problematica alquanto complessa. Per ottenere migliori risultati sarebbe necessario mettere in atto una seria politica di incentivazione.

Lo smaltimento dei rifiuti residui
Si parla ormai non più di rifiuti indifferenziati ma di rifiuti residui a valle della raccolta differenziata. I rifiuti residui, poiché contengono sempre meno frazione umida, presentano un alto potere calorifico. Di qui la proposta di portare direttamente a combustione, con recupero energetico, tale tipologia di rifiuti. Nasce però il problema della dimensione necessaria o più adatta dell’impianto dedicato, infatti, visti i tempi di realizzazione degli inceneritori, sussiste il dubbio che nell’arco di tempo tra la proposta e l’entrata in funzione possano intervenire modifiche nella quantità e nella composizione dei rifiuti, tali da rendere inadeguato l’impianto dopo pochi anni dalla sua costruzione. Inoltre la presenza di un inceneritore condiziona il territorio su cui insiste per circa 25 anni ed è scarsamente adattabile a cambiamenti nella composizione dei rifiuti. Soprattutto si ritiene negativa la necessità di mantenere per lunghi periodi un flusso in ingresso pressocché costante per alimentare l’inceneritore, fatto che indubbiamente è di ostacolo alla diminuzione dei rifiuti e alla crescita del riciclaggio.

L’indicazione di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta è in estrema sintesi:

• considerare in modo inequivocabile l’incenerimento con recupero energetico come ultima eventualità
• privilegiare l’utilizzo del combustibile da rifiuti in impianti esistenti rispetto al recupero energetico in impianti dedicati
• ma soprattutto scegliere forme di smaltimento finale che non creino vincoli ai quantitativi di rifiuti conferiti, in modo da non impedire la riduzione e il recupero di materia attraverso il riciclaggio.

Si deve procedere con la realizzazione di Ecocentri, piattaforme di selezione e una raccolta domiciliarizzata, che partendo da uno studio territoriale individui nei singoli comparti le tipologie di servizi più idonei.

Inoltre devono, entro i termini previsti, chiudere le discariche, di cui è già stata deliberata la chiusura, come la megadiscarica torinese (seconda in Italia, per volume).
Nella nostra regione le pratiche di riduzione rifiuti da parte delle amministrazioni sono del tutto insufficienti e i livelli di raccolta differenziata sono bassi. In questa situazione, la realizzazione di eventuali inceneritori, che comportano costi alti e rigidità nel tempo per le quantità da smaltire temiamo che possa diventare un ostacolo per lo sviluppo di pratiche corrette, quali la riduzione ed il riciclaggio con recupero di materia.
Se a bruciare sono i rifiuti indifferenziati, i rischi ambientali sono molto alti, e attualmente vanno in discarica percentuali molto elevate di indifferenziato, che temiamo vengano trasferite agli inceneritori, facendoli diventare inceneritori di tal quale. Il finanziamento all'incenerimento, va a scapito delle fonti di energia rinnovabile pulite come il solare, e va ricordato anche che la quantità di energia ottenibile attraverso la combustione dei materiali costituenti i rifiuti è da tre a dieci volte inferiore all'energia che si potrebbe risparmiare attraverso il riciclaggio degli stessi materiali.
Le strategie di promozione del riciclaggio e della termodistruzione dovrebbero essere comparate per tutte le loro ricadute; energetiche, ambientali, occupazionali, ed anche per le reciproche interazioni.

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