Terzo Valico all’esame della Corte dei Conti

Terzo Valico all’esame della Corte dei Conti

Legambiente, Pro Natura, Alessandria No Amianto dal Terzo Valico e L’Altra Campomorone presentano un esposto all’organo di controllo per verificare la sussistenza del danno erariale

Costosi, impattanti e inutili. Da sempre la posizione di Legambiente e delle associazioni ambientaliste sui cantieri del Terzo Valico dei Giovi è chiara: le risorse destinate al collegamento tra il porto di Genova e l’entroterra padano, annoverato tra le opere “strategiche” sulla base di previsioni di incremento del traffico portuale che negli anni sono state smentite nei fatti, andrebbero destinate ad ammodernare le linee ferroviarie esistenti e alla messa in sicurezza idrogeologica del territorio. E’ a partire da questa convinzione che l’associazione ambientalista del cigno verde, insieme a Pro Natura Piemonte, il Comitato Alessandria No Amianto dal Terzo Valico e L’Altra Campomorone, ha presentato alla Corte dei Conti un esposto per “consentire la verifica dell’eventuale sussistenza di responsabilità connesse alla violazione di disposizioni di legge che disciplinano la corretta gestione delle risorse pubbliche”.

Le associazioni segnalano all’organo di controllo che il Terzo Valico dovrebbe servire a trasportare i container ad alta velocità, ma che non è mai stata presentata un’analisi costi-benefici pubblica (vi è solo un documento redatto dal General Contractor) né è stata mai indetta una gara d’appalto, al contrario di quanto previsto dalla normativa europea. L’opera, il cui limite di spesa massima è di 6,2 miliardi (vale a dire 98 milioni di euro al km per 63 km comprese le diramazioni), a cui si dovranno aggiungere i costi non preventivati per la gestione dell’amianto, viene annoverata tra le opere “strategiche per l’interesse nazionale” sulla base di previsioni di incremento del traffico portuale che negli anni sono state puntualmente smentite. Le attuali linee potrebbero infatti tranquillamente trasportare il 100% dei volumi gestiti nel porto di Genova, mentre in realtà meno dell’8% di questi sono inviati via ferro, con un evidente sottoutilizzo delle linee esistenti.

E’ con queste motivazioni che le associazioni si rivolgono alla Procura Regionale della Corte dei Conti per “un accertamento al fine di verificare la congruità dell’opera e se sia ravvisabile un danno erariale e/o siano da rilevarsi irregolarità nella gestione del denaro o del patrimonio pubblico per la realizzazione di un’opera dichiarata inutile dallo stesso Commissario governativo e se vi siano gli estremi per un’eventuale citazione in giudizio dei presunti responsabili”. In un recente incontro pubblico organizzato ad Alessandria il Commissario di Governo per il Terzo Valico Iolanda Romano ha infatti ammesso che «sull’opera fu condotta un’analisi costi/benefici insufficiente ed è sovradimensionata».

Il testo dell’esposto alla Corte dei Conti

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