Tav Torino-Lione

Tav Torino-Lione

Legambiente condivide quanto emerso oggi al Politecnico di Torino “Basta dogmi: il governo apra un tavolo di confronto tecnico sull’utilità dell’opera”

Per il Governo la nuova linea ferroviaria Torino-Lione rimane un dogma – dichiara Fabio Dovana, presidente Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. Anziché aprire un tavolo di confronto serio, basato sulle questioni tecnico scientifiche e sulle osservazioni presentate dalla Comunità Montana Val Susa e Val Sangone il 29 marzo scorso e ribadite questa mattina al convegno organizzato dai primi firmatari dell’appello rivolto al Governo da 365 esperti, l’esecutivo preferisce proseguire sulla scia di quelli che l’hanno preceduto. Ai dati reali dei tecnici presentati ancora una volta questa mattina al
Politecnico di Torino si risponde con previsioni ottimistiche ed inverosimili. L’unica cosa certa ad oggi sono gli enormi costi dell’opera che andranno a gravare sulle tasche dei cittadini“.
Al di là delle questioni legate al progetto rimane aperta la questione fondamentale dell’effettiva utilità dell’opera e quanto questa sia prioritaria per il nostro Paese.
“Il passaggio da gomma a ferrovia è un obiettivo nazionale da porsi seriamente – continua Dovana -. Servirebbe un immediato segnale di inversione di tendenza per dire chiaramente che il Paese investe sul ferro. Fin quando converrà trasportare le merci sui tir, grazie anche agli incentivi statali mai negati agli autotrasportatori e alle nuove autostrade e tangenziali in fase di costruzione o progettazione, sul nostro territorio non vedremo risultati”.
“La mancata volontà da parte del Governo italiano di andare nella direzione del passaggio dal ferro alla rotaia – dichiara Mario Actis, presidente Legambiente ValSusa – è confermata anche dal mancato recepimento del Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi.
Inoltre, un segnale fin troppo chiaro viene dalla società autostradale della Val Susa che sta investendo nel raddoppio del tunnel autostradale e come se non bastasse un altro paradosso è che si sono investiti milioni di euro per l’ammodernamento del tunnel ferroviario del Frejus, ma per un errore di progettazione la galleria modificata non consente il passaggio di alcuni tipi di container”.

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