Tav Torino – Lione

Tav Torino – Lione

Legambiente sulle osservazioni della Comunità Montana:
“Il governo apra un confronto vero sul documento per rispondere alle questioni
irrisolte rispetto l’utilità dell’opera”

Legambiente sostiene le osservazioni presentate questa mattina dalla Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone al documento del Governo italiano “Tav Torino-Lione, domande e risposte”.

“Il documento presentato dal Governo il 9 marzo scorso non convince e non risponde ai dubbi sull’utilità dell’opera e sulla sua realizzazione – dichiara Fabio Dovana, presidente Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – i concetti riassunti nelle risposte del Governo non sono supportati da dati verificabili e paiono uno spot più che un documento tecnico. Inoltre la vera questione aperta rimane l’utilità dell’opera e non le modalità della sua realizzazione; i flussi di traffico ipotizzati sulla direttrice interessata dal progetto non giustificano la realizzazione di un’opera così costosa e impattante che sarebbero invece soddisfatti da un ammodernamento della linea ferroviaria storica ad oggi ampiamente sottoutilizzata”.

Anche l’ennesima bozza del progetto presentata ieri dalle Amministrazioni piemontesi (Regione Piemonte, Provincia di Torino e Comune di Torino) oltre a non coincidere con quella presentata al Cipe, si concentra unicamente sulla costruzione del tunnel di base non affrontando affatto il problema delle strozzature ai due estremi (tra Avigliana e Torino in Italia e a Chambéry in Francia). A cosa servirebbe quindi un tunnel con una grande capacità se non vengono prese in considerazione le strozzature? Tutta questa attenzione solamente alla costruzione del tunnel, proprio dove si concentra la voce di spesa maggiore, potrebbe indurre a pensare che gli interessi in gioco siano tutt’altro che trasportistici. Meglio sarebbe concentrarci invece sull’obiettivo apparentemente comune tra i fautori dell’opera e gli ambientalisti, cioè lo spostamento delle merci da gomma a rotaia.

“Il passaggio da gomma a ferrovia è un obiettivo nazionale da porsi seriamente ed è doveroso cercare le risposte guardando alla radice delle questioni – conclude Dovana -. Il freno allo sviluppo del trasporto merci su rotaia in Italia non è posto dalla mancanza di infrastrutture ma dalla carenza di una politica trasportistica che privilegi il ferro a svantaggio del trasporto su gomma. Fin quando converrà trasportare le merci sui tir, grazie anche agli incentivi statali mai negati agli autotrasportatori e alle nuove autostrade e tangenziali in fase di costruzione o progettazione sul nostro territorio, non vedremo risultati”.

“La mancata volontà da parte del Governo italiano di andare nella direzione del passaggio dal ferro alla rotaia – ha aggiunto il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – è confermata anche dal mancato recepimento del Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi. Inoltre, un segnale fin troppo chiaro viene dalla società autostradale della Val Susa che sta investendo nel raddoppio del tunnel autostradale e come se non bastasse un altro paradosso è che si sono investiti milioni di euro per l’ammodernamento del tunnel ferroviario del Frejus, ma per un errore di progettazione la galleria modificata non consente il passaggio dei container”.

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