Referendum: la mobilitazione dei cittadini trova la sponda della politica piemontese

Referendum: la mobilitazione dei cittadini trova la sponda della politica piemontese

Oggi a Torino il corner #DimmiDiSì di Legambiente. Ma mancano ancora all’appello Chiamparino e Fassino

E’ una mobilitazione senza sosta quella che a 9 giorni dal referendum del 17 aprile sta coinvolgendo tutto il Piemonte. Legambiente, insieme alle altre associazioni ambientaliste e a tanti cittadini, sta facendo informazione in tempi record sull’appuntamento referendario contro le trivellazioni in mare.

“La grande mobilitazione che sta interessando in questi giorni tutto il Piemonte è un segnale positivo rispetto all’interesse che i cittadini hanno sui temi energetici e ambientali –dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. Anche il nostro appello alla politica piemontese perché si esprimesse sul referendum ha finalmente trovato una prima risposta. Restiamo però ancora in attesa di sapere cosa pensa chi fino ad oggi non ha preso posizione sul referendum a partire dal presidente della Regione Sergio Chiamparino e il sindaco del capoluogo di regione Piero Fassino”.

Nei giorni scorsi Legambiente aveva lanciato un appello alla politica piemontese rea di essere “salvo poche eccezioni, la grande assente della campagna referendaria” affinché si esprimesse in modo esplicito sul referendum. Tanti esponenti politici hanno accolto l’invito di Legambiente all’iniziativa #DimmiDiSì esprimendo la propria volontà di votare SÌ il prossimo 17 aprile. Tra di loro l’assessore regionale Monica Cerutti, i consiglieri regionali Marco Grimaldi, Giorgio Bertola e Davide Bono, i candidati sindaco di Torino Giorgio Airaudo, Chiara Appendino, Mario Cornelio Levi e Roberto Rosso.

Legambiente in occasione dell’iniziativa di oggi in piazza Castello a Torino ha voluto togliere ogni dubbio sul quesito referendario e ricordare che si voterà nella sola giornata di domenica 17 aprile dalle 7 alle 23 per abrogare la norma (introdotta con l’ultima legge di Stabilità) che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa di non avere più scadenze. La Legge di Stabilità 2016, infatti, pur vietando il rilascio di nuove autorizzazioni entro le 12 miglia dalla costa, rende “sine die” le licenze già rilasciate in quel perimetro di mare.

L’appello al voto di politici e cittadini nella gallery #DimmiDiSì:

 

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