Prolungamento metro a Rivoli, ma le stazioni sono di serie B. La nostra denuncia

Prolungamento metro a Rivoli, ma le stazioni sono di serie B. La nostra denuncia

“Finalmente, con il via libera del Cipe al prolungamento verso Rivoli della metropolitana di Torino, si aggiunge un tassello ad un’opera che migliorerà sensibilmente la qualità degli spostamenti dei cittadini della zona Ovest, con ricadute positive anche sulla salubrità dell’aria e sull’economia locale”.

Legambiente esprime così la propria soddisfazione per lo sblocco, dopo diversi anni di attesa, del finanziamento della tratta Collegno Fermi–Collegno Centro della metropolitana e dell’approvazione del progetto sull’intera tratta fino a Cascine Vica. “Ora -aggiungono il presidente regionale dell’associazione Fabio Dovana e il vicepresidente di Legambiente Rivoli Pietro La Camera– occorre mettersi al lavoro per migliorare il progetto esecutivo e iniziare a porre le basi per un ulteriore estensione della metropolitana fino a Piazza Martiri della Libertà a Rivoli”.

In vista della stesura del progetto esecutivo Legambiente ribadisce che anche la costruzione di infrastrutture utili alla città e a tutta l’area metropolitana come il prolungamento della Linea 1 non possono però essere barattabili con la compromissione di nuovo suolo: “I parcheggi di interscambio nella zona Ovest dovranno esser realizzati potenziando strutture esistenti o in aree già compromesse e le future stazioni della metropolitana non potranno essere stazioni di serie B soltanto perché periferiche”. L’attuale progetto di prolungamento della Linea 1 verso Rivoli secondo Legambiente può e deve essere migliorato: ad oggi nelle nuove stazioni fino a Cascine Vica non sono ad esempio previste scale mobili come in tutte le altre stazioni della Linea 1 ma solo ascensori e ovviamente le scale tradizionali. L’assenza di scale mobili rischierebbe di penalizzare le persone con ridotta capacità motoria che nelle ore di punta potrebbero trovarsi imbottigliate nell’attesa degli ascensori.

“Ci auguriamo che il Sindaco Metropolitano –è questo l’auspicio dell’associazione- spenda un ruolo attivo per garantire servizi essenziali a tutta l’area metropolitana e al tempo stesso si adoperi per evitare nuovo cemento facendo valere lo stop al consumo di suolo previsto tra l’altro dal Piano Territoriale di Coordinamento PTC2 in vigore dal 2011. Nel chiedere uno sforzo ai cittadini affinché cambino le loro abitudini di spostamento è indispensabile un incremento dell’offerta dei mezzi pubblici, che hanno visto in questi anni una sostanziale riduzione in termini di risorse e di offerta, sia a livello urbano che extraurbano. In questo quadro il Servizio Ferroviario Metropolitano di Torino con le sue 8 linee e un orario cadenzato costituisce finalmente una valida alternativa al mezzo privato per chi ogni giorno si sposta verso Torino o al suo interno. Servizio che va però potenziato completando ad esempio le stazioni ferroviarie sotterranee di Dora e Zapata. La prima in zona Nord, l’altra in Crocetta, sono state consegnate al “grezzo” da diversi anni ma, nonostante i relativi progetti esecutivi siano pronti, devono essere ancora rese operative. Per questo chiediamo alla Sindaca Appendino e ai parlamentari piemontesi di spendersi attivamente per il reperimento delle risorse necessarie al loro completamento e per rendere in questo modo ancor più funzionale il Servizio Ferroviario Metropolitano”.

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