Inquinamento atmosferico

Inquinamento atmosferico

Legambiente denuncia: “centraline Arpa eliminate senza ragione”. Rimosse dal 1° gennaio senza comunicazioni le stazioni di monitoraggio “Torino Rivoli”, “Alpignano Gobetti”, “Cirie Ciari”

Dal 1° gennaio tre centraline Arpa mancano all’appello della rete di monitoraggio regionale. Sono le stazioni di piazza Rivoli a Torino, di via Baracca ad Alpignano e di via Taneschie a Ciriè. Senza alcuna comunicazione da parte della stessa Arpa, della Regione Piemonte e della Provincia di Torino, le tre stazioni sono state rimosse, interrompendo la misurazione della qualità dell’aria. Sempre dal 1° gennaio è stata inoltre interrotta la misurazione del monossido di carbonio nella centralina di viale della Liberazione ad Ivrea e tra qualche settimana potrebbe cessare la misurazione del PM10 nella stazione di piazza Terzo Alpini a Pinerolo.
“Azzoppare la rete di monitoraggio in una regione sofferente di smog –dichiara Federico Vozza, vicepresidente di Legambiente Piemonte e Valle dAosta– è un atto grave che ci instilla il dubbio che gli interventi in materia di qualità dell’aria in Piemonte siano esclusivamente mirati a nascondere all’opinione pubblica l’emergenza inquinamento. Il silenzio con cui è stata portata avanti l’operazione, inoltre, fa pensare ad un sostanziale imbarazzo ad operare la rimozione di centraline che hanno fatto segnare negli anni continui sforamenti dei parametri di legge”.
La centralina Arpa di piazza Rivoli a Torino, installata nel lontano 1993, si è infatti affermata negli ultimi anni come la seconda a livello provinciale per peggiori valori di biossido di azoto, nichel, benzo(a)pirene e per il PM10, nel 2011, è arrivata a collezionare ben 129 sforamenti giornalieri e una media di 52 mg/mc. La stazione di monitoraggio di Alpignano si è invece aggiudicata nel 2010 il record provinciale per numero di superamenti della soglia di informazione prevista per l’ozono. A tal proposito ricordiamo come già da due anni la città di Rivoli è stata privata di una centralina per il monitoraggio della qualità dell’aria, pur trovandosi in unarea in prossimità del passaggio della tangenziale e dove è previsto il futuro parcheggio di interscambio tangenziale-metropolitana.
“Non è negando l’informazione che si supera lemergenza smog –dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. Una cosiddetta modernizzazione della rete che preveda il taglio del numero delle postazioni di monitoraggio, seppur giustificata con l’adeguamento alla normativa comunitaria, non può e non deve essere applicata in una regione come la nostra, dove il ristagno degli inquinanti è tra i più alti d’Europa. La rete di monitoraggio –prosegue Dovana- piuttosto che perdere pezzi andrebbe rafforzata attraverso laggiornamento della strumentazione, la predisposizione di nuove postazioni, fisse e mobili, in grado di misurare nuove e vecchie fonti emissive”.
Legambiente infine torna a sollecitare la Regione e lArpa Piemonte affinchè migliorino le procedure di comunicazione e diffusione dei dati sulla qualità dellaria. Sono infatti solo 19 su 47 le centraline della rete regionale in grado di fornire per il PM10 dati aggiornati alla mezzanotte precedente mentre, nella
maggior parte dei casi, i dati vengono diffusi con ritardo variabile da una fino a tre settimane (violando quindi talvolta il protocollo di servizio tra Arpa e Regione Piemonte che prevede uno scarto massimo temporale di 12 giorni dal momento della misurazione a quello della pubblicazione dei dati). Questo ritardo è ingiustificato anche alla luce della parallela efficienza dei sistemi adottati dalle Agenzie delle altre regioni del Bacino Padano che pubblicano con cadenza giornaliera i dati di tutte le centraline. Il fatto poi che al momento la tecnologia di misurazione automatica BETA sia presente quasi esclusivamente nelle centraline di fondo urbano (quelle in cui sono statisticamente sono meno alti gli inquinanti) favorisce una strategia volta a minimizzare il problema dellinquinamento atmosferico ed è funzionale alla politica per non prendere decisioni conseguenti.

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