I Sindaci fanno a gara per ospitare l’hub di Amazon. Legambiente: “Purché sia a zero consumo di suolo”

I Sindaci fanno a gara per ospitare l’hub di Amazon. Legambiente: “Purché sia a zero consumo di suolo”

E’ in atto in queste settimane una vera e propria gara tra amministratori locali per convincere Amazon, il colosso statunitense del commercio elettronico, ad aprire il proprio terzo hub italiano sul proprio territorio. A far gola a diversi sindaci del Novarese, Vercellese e Biellese, sono le centinaia di posti di lavoro che l’insediamento logistico potrebbe portare.

“Il prevedibile interesse delle amministrazioni locali per le ricadute economiche ed occupazionali di un insediamento di questa portata, dovrebbe però essere accompagnato da una appropriata valutazione delle ricadute in termini di consumo di suolo e di impatto ambientale –dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. Ci preoccupano invece proposte, come quella sostenuta dal Comune di Novara, che prevedono la trasformazione in area industriale di un territorio agricolo di un milione di metri quadrati nella zona di Agognate, sulle quali la nostra associazione, insieme ad altre, ha da tempo espresso la più ferma contrarietà”.

Legambiente traccia quelli che dovrebbero essere i criteri per la scelta del luogo da destinare all’hub di Amazon: un’area già definita industriale nei Piani Regolatori, preferibilmente un’area industriale dismessa, o, al massimo, un lotto di completamento di un’area già a destinazione industriale e solo parzialmente edificata, meglio se già di proprietà pubblica. Per l’associazione ambientalista il progetto d’insediamento deve prevedere inoltre appropriate misure di compensazione destinate fin da subito a specifiche iniziative di miglioramento della situazione ambientale, specie in termini di recupero della naturalità, e deve esserne verificata la compatibilità con gli strumenti di pianificazione sovraordinati (PTCP, PTR, PAI, ecc).

“Invitiamo pertanto la Regione Piemonte, insieme alle Province e ai Comuni interessati –scrive Legambiente- ad un confronto pubblico su questo tema, dove provare ad individuare una logica di scelta che vada nell’interesse collettivo e superi le convenienze puramente localistiche”.

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