Greta a Torino per manifestare per il clima

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Legambiente: “Servono politiche ambientali coraggiose e azioni concrete a livello nazionale e territoriale come richiesto dalla mozione alla Camera promossa da Rossella Muroni.

Alla Regione Piemonte e al sindaco Appendino chiediamo un cambio di passo.  La lotta ai cambiamenti climatici diventi una priorità assoluta”

Torino all’88 esimo posto nella classifica di Ecosistema Urbano 2019 sulla performance ambientali

“Politiche ambientali nazionali più ambiziose e coraggiose, ma anche impegni concreti ed efficaci a livello europeo per evitare che questa COP25 di Madrid si traduca nell’ennesimo inutile vertice”. È quanto torna a chiedere Legambiente nel giorno in cui Greta Thunberg da Madrid, dove è in corso il vertice Onu sul clima, arriva a Torino per manifestare per il clima insieme ai Fridays for future e a poche ore dalla conclusione della COP25. A sostenere Greta anche tantissimi giovani dell’associazione ambientalista con slogan associativo changeclimatechange, perché il clima non può più aspettare, serve l’impegno di tutti, dalla politica alle istituzioni locali ai singoli cittadini.

“Ha ragione Greta quando dice che le istituzioni fingono di agire, perché non hanno capito che siamo di fronte a un’emergenza, quella climatica, che va affrontata con coraggio e serietà. Un’emergenza i cui effetti sono già visibili da tempo a differenza di quanto affermano i negazionisti. Per questo – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – quello che chiediamo alla politica è di non essere più miope e di guardare in faccia la realtà. È un segnale importante l’approvazione alla Camera della mozione a prima firma Rossella Muroni che impegna il Governo a dichiarare l’emergenza climatica e ad affrontarla con misure adeguate; ora però servono fatti e interventi concreti non più rimandabili. Per questo chiediamo all’Esecutivo Conte 2 di dare un segnale importante attraverso tre azioni concrete: approvando una legge di bilancio che metta davvero al centro l’emergenza clima cominciando a tagliare i sussidi alle fonti fossili, rendendo più ambizioso il piano nazionale energia e clima che deve essere approvato entro la fine dell’anno, e definendo un piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici di cui ancora non si vede traccia. A livello europeo – conclude Ciafani – auspichiamo che l’Italia tenga fede agli impegni presi con gli Accordi di Parigi e a quelli che verranno definitivi a conclusione della COP25, e che soprattutto dia un importante contributo nella lotta ai cambiamenti climatici. Perché è ora il tempo dell’azione e di dare risposte ai tanti giovani scesi in piazza per scioperare per il clima”.  

E da Torino Legambiente lancia oggi un doppio appello indirizzato al Governo italiano, ma anche alla Regione Piemonte e al primo cittadino Chiara Appendino, chiedendo un cambio di passo affinché la lotta ai cambiamenti climatici diventi davvero una priorità assoluta. In particolare Torino deve svegliarsi dal suo “torpore” e dar avvio ad una rivoluzione green basata su politiche ambientali ambiziose che mettano davvero al centro la lotta alla crisi climatica a partire da tre grandi temi: l’efficienza energetica, l’economia circolare, la mobilità sostenibile. A parlar chiaro sono anche i dati di Ecosistema Urbano 2019, la ricerca di Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole 24 ore sulla vivibilità ambientale dei 104 capoluoghi italiani, dove Torino si piazza per performance ambientali all’88esimo posto della classifica, subito prima di Roma, peggiorando in graduatoria (era 78° nel 2018). A pesare sul capoluogo piemontese fattori come ad esempio la qualità dell’aria, la mobilità e il riciclaggio dei rifiuti.

“Con entusiasmo accogliamo a Torino e in Piemonte Greta, simbolo della necessità di dialogo inclusivo tra generazioni – dichiara Giorgio Prino, Presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – La accogliamo in questo territorio segnato dal dissesto idrogeologico e colpito dalla scomparsa dei ghiacciai, stretto tra Mediterraneo e Alpi, ambiti particolarmente sensibili ai cambiamenti climatici. In una Regione la cui giunta, appellandosi ad un falso buonsenso, a fronte di livelli di inquinamento atmosferico tra i più alti a livello mondiale, depotenzia un Piano per la Qualità dell’Aria aria già insufficiente per combattere e ancora si rifiuta di riconoscere l’emergenza climatica. La accogliamo in una Città che è fanalino di coda per la raccolta differenziata e che latita ancora su vere rivoluzioni legate alla mobilità. È necessario abbandonare la timidezza: consapevolezza, resilienza e coraggio devono essere le parole che ripeteremo tutti dopo questo momento di rilancio ed entusiasmo e che indirizziamo anche alla Regione Piemonte e al sindaco Chiara Appendino”.

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