Allerta ozono: Legambiente attiva i sensori Captor

Allerta ozono: Legambiente attiva i sensori Captor

Al via nel Cuneese il progetto per il monitoraggio diffuso dell’inquinamento da ozono

Con il caldo torrido di questi giorni l’inquinamento da ozono ha raggiunto livelli altissimi in tutto il Piemonte. Secondo i dati dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale aggiornati a fine luglio il valore obiettivo annuale nel 2017, pari a 120 µg/m3 calcolato come media massima delle 8 ore consecutive da non superare più di 25 volte per anno, è già stato superato in circa il 70% delle centraline mentre nel 2016, nello stesso periodo, risultava superato nel 35% delle centraline.

“Pur essendo meno noto delle famigerate polveri sottili che ammorbano l’aria invernale, l’ozono è un’inquinante altrettanto pericoloso e causa in Italia oltre 3 mila morti premature l’anno –avverte Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. Nonostante questo nel protocollo antismog recentemente siglato dalle regioni padane la parola ‘ozono’ non compare mai, a testimonianza di quanto le istituzioni sottovalutino ancora il problema”.

L’esposizione all’ozono causa problemi ai tessuti dell’apparato respiratorio, provocando irritazione agli occhi e alla gola, tosse e riduzione della funzionalità polmonare, aggravando anche asma ed altre patologie respiratorie nei soggetti più a rischio: in primis i bambini e gli anziani, seguiti dai soggetti sani che fanno attività all’aperto oltre che persone già affette da malattie polmonari. L’ozono troposferico è un inquinante di origine sia antropica che naturale che tende a prodursi per effetto della radiazione solare in presenza di inquinanti primari quali gli ossidi d’azoto (NOX) e i composti organici volatili (VOC), prodotti in larga parte da motori a combustione e dall’uso di solventi organici, andando a costituire il cosiddetto smog fotochimico.

Anche per contrastare la cronica sottovalutazione dell’ozono Legambiente ha aderito, insieme ad altri partner europei, al progetto CAPTOR (Collective Awareness Platform for Tropospheric Ozone Pollution, finanziato dall’Unione Europea all’interno del programma Horizon2020) che ha come scopo la rilevazione dei livelli di ozono attraverso il coinvolgimento diretto della cittadinanza, mediante l’installazione presso le abitazioni dei volontari autocandidatisi al progetto di alcuni sensori in grado di rilevare le concentrazioni dell’inquinante. Il progetto in Piemonte è entrato nella sua fase operativa proprio in questi giorni grazie alla collaborazione del Dipartimento di Cuneo di Arpa Piemonte: uno dei sensori Captor è stato affiancato alla centralina di monitoraggio “Alpini” di Cuneo mentre altri 4 sensori sono stati installati presso altrettante abitazioni di volontari in tutta la provincia. I sensori installati in Piemonte sono parte di una rete europea di “citizen science” fatta di volontari italiani, spagnoli, francesi ed austriaci. Tutti le informazioni raccolte, oltre che le proposte e le azioni bottom-up provenienti dalla cittadinanza, saranno pubbliche e a disposizione della comunità scientifica e dei decisori politici sul sito del progetto.

“Crediamo che sia fondamentale coinvolgere direttamente la cittadinanza nella lettura e registrazione dei dati, per aumentare la partecipazione e la consapevolezza sulla qualità dell’aria che ci circonda –aggiunge il presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. L’obiettivo è produrre dati puntuali di esposizione all’inquinante e al tempo stesso informare sui comportamenti da adottare per evitare il più possibile gli effetti nocivi dell’inquinamento da ozono, soprattutto per le vie respiratorie”.

Legambiente ricorda che gli orari più critici per gli alti livelli di ozono sono quelli del pomeriggio, ma anche della prima serata, perché la quantità di questo inquinante resta nell’aria anche nelle prime ore dopo il tramonto del sole. Dunque, se possibile, le attività all’aperto dovrebbero essere limitate alle ore mattutine, mentre nel resto della giornata è consigliabile tenere ben chiuse porte e finestre di casa. Un’attenzione particolare va posta ad anziani e bambini, i soggetti più a rischio. È bene anche fare attenzione al fumo e ad altre sostanze irritanti presenti in ambienti domestici e lavorativi, considerando che la tossicità dell’ozono aumenta considerevolmente la vulnerabilità delle mucose respiratorie. Se nelle città l’ozono esercita la sua azione nociva in combinazione con gli altri inquinanti da traffico, la situazione non migliora in aree verdi e montane: perché a differenza delle altre sostanze, l’ozono tende ad avere valori molto alti proprio in aree aperte e spazi rurali, anche in montagna o sulle rive dei laghi.

Ulteriori informazioni sul progetto su http://www.captorlegambiente.it/capit/it/

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