Il Manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili per i Comuni

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Sviluppo sostenibile ed equità, il futuro dell’energia passa dai territori

Oggi è possibile realizzare un grande sviluppo delle fonti rinnovabili, valorizzando appieno i vantaggi di una produzione locale e pulita, attraverso l’integrazione di questi impianti con moderne smart grid, sistemi di accumulo ed aumentando l’efficienza energetica.

L’obiettivo proposto è aiutare tutti coloro che riescono ad autoprodurre l’energia elettrica e termica di cui hanno bisogno. Spingere i progetti che permettono a famiglie, condomini, distretti di imprese, aziende, utenze distribuite di ridurre gli approvvigionamenti dalla rete o, addirittura, diventare indipendenti, grazie a moderni impianti da fonti rinnovabili integrati con misure di efficienza energetica.

E’ indispensabile, dunque, rimuovere le barriere all’innovazione energetica, ma anche una nuova gestione delle reti di distribuzione elettrica e termica che metta al centro il territorio, valorizzando le differenti risorse locali e trovando risposte alle specifiche esigenze delle comunità.

Il Manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili nasce per dare la possibilità a queste idee di diventare realtà e con l’idea di coinvolgere Sindaci da ogni parte della Penisola.

Ma cosa serve per muovere questi cambiamenti?

1. Spingere l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili da parte dei Comuni.
Dobbiamo aiutare i Comuni a ridurre la spesa e i consumi energetici. Per questo oltre a muovere interventi di efficienza energetica occorre offrire la possibilità agli Enti Locali di prodursi direttamente l’energia attraverso impianti da fonte rinnovabile. In particolare occorre superare i limiti che esistono di posizionamento degli impianti direttamente sugli edifici (magari per vincoli architettonici), attraverso la possibilità di utilizzare l’energia prodotta da un altro impianto posizionato sempre su un area di proprietà del Comune. Per rendere possibile questa prospettiva, occorre modificare la normativa vigente in modo da consentire alle amministrazioni comunali che per gli impianti di cui sono titolari e a copertura dei consumi delle proprie utenze, possano utilizzare la rete elettrica con l’esonero dall’obbligo di coincidenza tra punto di immissione e prelievo dell’energia scambiata con la rete e da quello di pagamento degli oneri di rete e di sistema (il cosiddetto “Scambio sul posto altrove”). In pratica, consentire agli Enti Pubblici di utilizzare la rete pubblica per creare vantaggi nell’interesse generale.

2. Aprire alla produzione e vendita di energia prodotta da fonti rinnovabili da parte di cooperative e imprese ad utenze poste nello stesso ambito comunale.
Oggi una piccola impresa o una cooperativa non possono in Italia produrre energia e venderla ad utenze poste nelle vicinanza e neanche dentro un distretto industriale. Queste barriere vanno superate, consentendo che l’energia elettrica prodotta da impianti fino a 1 MW da fonti rinnovabili e in cogenerazione ad alto rendimento, possa essere venduta all’interno dello stesso ambito comunale attraverso contratti di vendita come quelli già esistenti per i SEU – Sistemi Efficienti di Utenza (dove è consentito, ma ad un solo soggetto). In questo modo diventerebbe possibile realizzare nuovi progetti da parte di imprese, Esco, cooperative con l’obiettivo di soddisfare i fabbisogni delle imprese di un distretto o di cittadini, di soci di cooperative. Anche in questo caso, non esistono problemi di sicurezza, ne rispetto alla rete ne rispetto alle utenze, ma solo vantaggi economici e ambientali.

3. Muovere l’innovazione energetica nei condomini
Nei condomini in Italia vivono oltre 20 milioni di persone che attualmente beneficiano solo in minima parte dei vantaggi che possono portare le fonti rinnovabili, per via di regole che impediscono di produrre e scambiare l’energia tra le diverse utenze. E’ possibile muovere l’innovazione nella produzione da fonti rinnovabili prevedendo per i condomini le stesse regole in vigore per la gestione del riscaldamento. Per cui gli impianti da fonti rinnovabili realizzati per soddisfare i consumi elettrici di un condominio possano anche distribuirla ai singoli contatori elettrici degli appartamenti nel condominio. In pratica, aprire a uno scambio di energia all’interno del condominio e laddove ve ne sia la necessità di utilizzo della rete pubblica per scambiare l’energia prodotta e consumata dal condominio.

4. Semplificare e premiare l’autoproduzione da parte di cittadini e imprese.
Tutte le opportunità di ridurre il prelievo dalla rete per autoprodursi l’energia da fonti rinnovabili vanno incentivate perché permettono di rendere il sistema meno dipendente dalle fonti fossili e dall’estero, dunque più pulito e sicuro. In questa direzione occorre togliere ogni limite allo scambio sul posto per le imprese che producono energia da fonti rinnovabili, in modo da spingere innovazioni e interventi virtuosi. E allo stesso modo occorre aiutare le famiglie che vogliono rendersi indipendenti dalla rete attraverso sistemi di accumulo collegati a impianti fotovoltaici, introducendo detrazioni fiscali per l’acquisto di questo tipo di impianti. Infine occorre superare una delle barriere per la realizzazione di progetti, anche di piccola taglia, da energie rinnovabili. Semplificando la procedura per interventi di piccola taglia (fino a 20 kW), con procedura unificata attraverso moduli scaricabili online, perché diventi un atto semplice, attraverso informazioni e regole trasparenti, e per questo gratuito. In questa direzione occorre una revisione delle regole che riguardano il dispacciamento e i servizi di rete, perché i prosumer possano garantire oggi una risposta efficace ai problemi di gestione della rete e di oscillazione della produzione da rinnovabili (attraverso innovazioni nelle regole di mercato dell’energia e contratti di lungo termine).
Manifesto autoproduzione - comuni aderenti

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Per info:

energia@legambiente.it

www.comunirinnovabili.it

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